venerdì 31 maggio 2019
martedì 12 marzo 2019
24 febbraio 2019, 4° Edizione Bonsai Shohin Festival Crespi - di Daniele -
“Lo sai che da Crespi c’è una
gara di bonsai ?” mi chiede mia moglie una sera di metà gennaio……..
“Certo, vuoi che io non sappia
certe cose ?…..ma guarda che non è una gara ma è la mostra di bonsai shohin” rispondo
io con fare saccente.
Nasce in questo modo l’idea di
partecipare al primo concorso per club organizzato da Crespi: sulla scorta del
più famoso Masterchef ai club concorrenti verrà consegnata una scatola
sigillata e con quello che troveranno all’interno dovranno impegnarsi nella
lavorazione di un bonsai.
Chiamo Giancarlo al telefono “Ci
proviamo ?”
E così ci ritroviamo domenica 24
febbraio nella sede di Crespi Bonsai a Parabiago, una sorta di giardino
dell’Eden per ogni bonsaista, con i nostri attrezzi e con la solita voglia di
metterci in gioco e divertirci; ci fanno accomodare, insieme ad altri sette
club partecipanti alla manifestazione, nell’aula magna dove normalmente si
tengono le lezioni dell’Università del Bonsai.
Ci guardiamo intorno, ad altri
club è andata decisamente meglio: chi ha trovato un pino, chi ha trovato un
tasso, comunque tutte piante che una volta tolto il superfluo con un poco di
filatura permettono di arrivare ad una definizione soddisfacente di un futuro
bonsai.
Dopo un primo momento di
scoramento, iniziamo a guardare la pianta da tutte le angolazioni possibili per
cercare un’idea che possa essere realizzata in breve tempo. Alla fine, di
comune accordo, decidiamo di mantenere l’unico ramo basso e la maggior parte
della vegetazione alta, applicare il filo dove necessario per arrivare ad avere
il massimo del risultato con il minimo sforzo.
La mattinata scorre veloce tra le
dichiarazioni che dobbiamo rilasciare ai maestri giapponesi (voce narrante
Giancarlo), il filo da mettere e le impostazioni della ramificazione così che
ci ritroviamo senza quasi accorgercene all’ora di pranzo.
Dopo la pausa pranzo trascorsa in
ottima compagnia riprendiamo il lavoro, visto che c’è ancora molto da fare.
giovedì 20 settembre 2018
ANDORA 2018 - FESTIVAL DEL BONSAI
Nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 settembre 2018, Daniele ed io abbiamo partecipato alla manifestazione, organizzata dal Comune di Andora
in collaborazione con Drynemetum Associazione Culturale Bonsai e patrocinata dal
Consolato Generale del Giappone a Milano. Vedi la sezione Video
venerdì 25 maggio 2018
Festa del Giappone Opera 2018 -MI-
Il giorno 20 Maggio 2018, si è svolta la festa del Giappone al parco Di Vittorio nel Comune di Opera –MI-.
Per l’occasione abbiamo accettato l’invito a partecipare alla manifestazione.
Nello spazio assegnatoci abbiamo organizzato uno spazio ad esposizione di Bonsai e Suiseki e uno a dimostrazione della lavorazione delle piante.
Ottimo l’interessamento del pubblico.
mercoledì 2 maggio 2018
Curiosità sui vasi bonsai
Come si suol dire, il vaso è la cornice del Bonsai. In poche parole il rapporto fra la pianta e il vaso è fondamentale: nessuno dei due deve predominare sull’altro, ma deve esserci un senso di armonia complessivo che è il vero obiettivo che vogliamo raggiungere.
In Giapponese la parola bonsai significa “albero coltivato in vaso con arte”.
Dunque il vaso diventa parte integrante e spesso essenziale per la comunicazione delle emozioni/sensazioni della nostra composizione percepite dall’osservatore.
Nell’interpretazione giapponese, il vaso è come una mano vuota nell’atto di raccogliere l’acqua, la metafora della mano vuota corrisponde esattamente al vaso.
Adesso non mi dilungo sulle regole tra pianta e vaso, ma voglio indicarvi i tipi e il nome dei piedini e dei bordi, di cui raramente si parla.
Cominciamo con i piedini nella terminologia bonsaistica giapponese:
In Giapponese la parola bonsai significa “albero coltivato in vaso con arte”.
Dunque il vaso diventa parte integrante e spesso essenziale per la comunicazione delle emozioni/sensazioni della nostra composizione percepite dall’osservatore.
Nell’interpretazione giapponese, il vaso è come una mano vuota nell’atto di raccogliere l’acqua, la metafora della mano vuota corrisponde esattamente al vaso.
Adesso non mi dilungo sulle regole tra pianta e vaso, ma voglio indicarvi i tipi e il nome dei piedini e dei bordi, di cui raramente si parla.
Cominciamo con i piedini nella terminologia bonsaistica giapponese:
giovedì 12 aprile 2018
Un lavoro stimolante
Questo bonsai di ginepro chinensis varietà Itoigawa è stato oggetto di una mia bella lavorazione.
La pianta a partire dal piede è alta circa 12 cm ed ha avuto origine da una margotta fatta nel 1980 da una pianta originaria del Giappone.
A marzo 2018 ho tolto il ginepro dal suo vaso di cultura, dove era stata posizionato dopo il taglio dalla pianta madre, e messo in vaso bonsai rotondo, volutamente leggermente più grande del dovuto.
Dopo aver ben pulito il tronco dalla corteccia, volendo creare uno shari, ho iniziato a tagliare un ramo che non mi serviva per il disegno finale.
Sebbene sul tronco le vene non fossero ancora gonfie e ben delineate, con molta attenzione ho seguito a ritroso l’ipotetico percorso dei vasi linfatici, partendo dal ramo tagliato fino al nebari, ho segnato con un pennarello il tronco nel punto dove avrei dovuto incidere, quindi con una sgorbia ho asportato la corteccia per creare lo shari. In un prossimo futuro provvederò ad allargarlo.
Fare bonsai non significa sempre fare pieghe esagerate o riempire di filo tutti i rami: in questo bonsai ho rifinito con meno filo possibile, in modo che la chioma risulti, a mio avviso, più morbida e più naturale.
Logicamente una lavorazione di questo tipo può essere applicata solo se esiste già una struttura parzialmente definita.
La pianta a partire dal piede è alta circa 12 cm ed ha avuto origine da una margotta fatta nel 1980 da una pianta originaria del Giappone.
A marzo 2018 ho tolto il ginepro dal suo vaso di cultura, dove era stata posizionato dopo il taglio dalla pianta madre, e messo in vaso bonsai rotondo, volutamente leggermente più grande del dovuto.
Dopo aver ben pulito il tronco dalla corteccia, volendo creare uno shari, ho iniziato a tagliare un ramo che non mi serviva per il disegno finale.
Sebbene sul tronco le vene non fossero ancora gonfie e ben delineate, con molta attenzione ho seguito a ritroso l’ipotetico percorso dei vasi linfatici, partendo dal ramo tagliato fino al nebari, ho segnato con un pennarello il tronco nel punto dove avrei dovuto incidere, quindi con una sgorbia ho asportato la corteccia per creare lo shari. In un prossimo futuro provvederò ad allargarlo.
Fare bonsai non significa sempre fare pieghe esagerate o riempire di filo tutti i rami: in questo bonsai ho rifinito con meno filo possibile, in modo che la chioma risulti, a mio avviso, più morbida e più naturale.
Logicamente una lavorazione di questo tipo può essere applicata solo se esiste già una struttura parzialmente definita.
giovedì 5 aprile 2018
Breve promemoria sull’esposizione del Bonsai
Un piccolo chiarimento preliminare sulla differenza tra piante maschili e piante femminili, per maschili si intendono quelle piante più austere, che dimostrano una maggior sofferenza come le conifere. Le piante femminili sono più delicate come le caducifoglie e le piante da fiore.
Seguendo il concetto di Yin e Yang , ogni pianta racchiude in se parti più o meno maschili o femminili. Ad esempio in un ginepro il Jin sarà più maschile della verde chioma. In un acero la gemma sarà più femminile di una foglia matura. Questa distinzione è importante per dare un equilibrio quando andremo ad esporre le piante.
Seguendo il concetto di Yin e Yang , ogni pianta racchiude in se parti più o meno maschili o femminili. Ad esempio in un ginepro il Jin sarà più maschile della verde chioma. In un acero la gemma sarà più femminile di una foglia matura. Questa distinzione è importante per dare un equilibrio quando andremo ad esporre le piante.
venerdì 30 marzo 2018
Breve promemoria sulla filatura
Generalmente per le conifere si usa il filo di rame, il suo spessore sarà circa 1/3 della circonferenza del ramo.
Per le latifoglie generalmente si usa il filo di alluminio e in questo caso lo spessore sarà di circa 1/2 della circonferenza del ramo.
Quando si toglie il filo:
Non c’è una regola, si deve tenere sotto stretto controllo la pianta a cui si è applicato il filo e appena mostra segni d’incisione sui rami o sul tronco si toglie.
Quando rafiare il ramo:
Si rafia il ramo per prevenire danni a causa delle forti torsioni e anche per proteggerlo da eventuali segnature dal filo, al posto della rafia si può usare anche la tela di juta.
Entrambi i materiali prima dell’uso devono essere messi in ammollo almeno un’ora prima e vanno avvolti molto stretti intorno al ramo. Alla fasciatura si può aggiungere, a ulteriore protezione quando sono usati fili molto grossi di diametro, una gomma agglomerante.
giovedì 29 marzo 2018
Tabella periodo di rinvaso
| Essenza | Periodo Rinvaso |
|---|---|
| Abete picea | Febbraio - Marzo - Aprile |
| Acero palmatum | Febbraio - Marzo |
| Acero tridente | Febbraio - Marzo |
| Albicocco | Marzo - Novembre |
| Azalea | Dopo fioritura |
| Bagolaro | Marzo |
| Betulla | Febbraio |
| Biancospino | Febbraio |
| Bosso | Marzo |
venerdì 2 febbraio 2018
Tips and advice
Gennaio è il mese ideale per i trattamenti preventivi contro i nemici più insidiosi (ragno rosso, cocciniglia, afidi ecc.), in modo da eliminarne le uova dormienti e creare una barriera protettiva prima del periodo primaverile in cui si svegliano tutti i parassiti. Io uso un insetticida a base di olio di paraffina, efficacissimo nella lotta contro la cocciniglia e acari, afidi e mosca bianca.
Possiamo cominciare anche a fare un’accurata pulizia dei vasi che abbiamo intenzione di utilizzare. Questi devono essere svuotati dalla vecchia terra se ancora presente e lavati con acqua calda e sapone. E' utile anche disinfettarli con insetticidi anticrittogamici contro la proliferazione di muffe e funghi.
Possiamo cominciare anche a fare un’accurata pulizia dei vasi che abbiamo intenzione di utilizzare. Questi devono essere svuotati dalla vecchia terra se ancora presente e lavati con acqua calda e sapone. E' utile anche disinfettarli con insetticidi anticrittogamici contro la proliferazione di muffe e funghi.
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