domenica 5 gennaio 2020

INIZIA UN NUOVO ANNO


Inizia un nuovo anno, finalmente adesso tocca a me l’anno della svolta, ho realizzato il mio sogno, un giardino e un laboratorio dove lavorare i miei Bonsai. Questo ha comportato di colpo un approccio diverso sul metodo di lavoro e mantenimento dei miei bonsai: infatti in relazione all’ esposizione del sole, un giardino con erba e siepi può fare una grande differenza, l'umidità dell'aria è diversa rispetto al terrazzo e questo è un toccasana per i miei Bonsai
Ho ripercorso mentalmente la mia strada fatta con essi: non sapevo che negli anni mi avrebbe cambiato la vita, una passione sempre in aumento, ringrazio il Bonsai per avermi dato la possibilità di conoscere tante persone, alcuni sono diventati amici, e di avermi fatto riscoprire ed amare la natura con le sue fasi stagionali. Nel contempo spero di averli fatti felici e che, a loro volta, per ringraziarmi, esplodano nella loro bellezza e maestosità come riconoscimento.
                                                                  

lunedì 2 settembre 2019

GINEPRO ITOIGAWA


Questo ginepro itoigawa è entrato a far parte della mia collezione esattamente il 27/7/2018.
Stavo recandomi a visitare il paese di Bussana vecchia, quando proprio poco prima dell’entrata in paese vedo il Centro Bonsai di Valter Frediani.
E’ stato più forte di me e sono entrato nel centro: improvvisamente la mia attenzione si è fermata su un ginepro “itoigawa”. Le dimensioni del tronco e il movimento della pianta, unite alla qualità della vegetazione, sono stati i motivi che mi hanno fatto procedere all’acquisto.

Come mia abitudine ho lasciato alla pianta un periodo per acclimatarsi alla nuova ubicazione, quindi ho proceduto ad una prima fase di pulizia: sono partito dalla corteccia asportando le scaglie più grandi, per poi proseguire con le varie spazzole apposite.
La corteccia è diventa di un colore marrone rossastro, liscia e pulita.
Questa fase è molto utile perché di solito sotto la corteccia si annida la cocciniglia e nel contempo si
evidenziano le vene vive e secche.

Finito con il tronco, sono passato alla pulizia della vegetazione, eliminando i rami secchi e accorciando quelli troppo lunghi, provvedendo a tagliare le scaglie ascellari e quelle deboli.
Consiglio a tutti di fare questa lavorazione perché una volta terminata si evidenziano i pregi e difetti della pianta e, secondo il mio parere, ci aiuta molto nella visione del progetto finale.

Dall’acquisto della pianta ho continuato ad osservarla in tutte le
angolazioni, inclinandola e ruotandola e, giunto ad una decisione sulla posizione, a marzo 2019 l’ho rinvasata, fissandola nella posizione voluta.
Dopo un mese ho impostato i rami principali e ho tagliato quelli che non mi servivano per il disegno finale. Alcuni giorni dopo ho fatto la pinzatura: così facendo i palchi tendono a infoltirsi e a creare volumi vegetativi morbidi e compatti, è sufficiente eliminare con le dita il nuovo getto senza ricorrere a una pinzatura su tutte le punte evitando così di arrestare la crescita della vegetazione. E’ importante rifinire sempre i profili dei palchi, soprattutto quelli inferiori.

Il risultato finale mi soddisfa, prossimamente provvederò a creare degli shari e jin.

martedì 12 marzo 2019

24 febbraio 2019, 4° Edizione Bonsai Shohin Festival Crespi - di Daniele -


“Lo sai che da Crespi c’è una gara di bonsai ?” mi chiede mia moglie una sera di metà gennaio……..
“Certo, vuoi che io non sappia certe cose ?…..ma guarda che non è una gara ma è la mostra di bonsai shohin” rispondo io con fare saccente.
“Forse è meglio che leggi bene la locandina, fanno la gara Mystery Boxai” ribadisce lei guardandomi con compatimento.
Nasce in questo modo l’idea di partecipare al primo concorso per club organizzato da Crespi: sulla scorta del più famoso Masterchef ai club concorrenti verrà consegnata una scatola sigillata e con quello che troveranno all’interno dovranno impegnarsi nella lavorazione di un bonsai.
Chiamo Giancarlo al telefono “Ci proviamo ?”
“Perché no ?” risponde lui........e parte l’email di richiesta di iscrizione !!!
E così ci ritroviamo domenica 24 febbraio nella sede di Crespi Bonsai a Parabiago, una sorta di giardino dell’Eden per ogni bonsaista, con i nostri attrezzi e con la solita voglia di metterci in gioco e divertirci; ci fanno accomodare, insieme ad altri sette club partecipanti alla manifestazione, nell’aula magna dove normalmente si tengono le lezioni dell’Università del Bonsai.
Nell’aula, oltre al tavolo centrale, sono stati allestiti tavoli laterali aggiuntivi per permettere le lavorazioni, ma notiamo subito che lo spazio a disposizione per ogni club è davvero poco; si farà senz’altro fatica a trovare il posto per gli attrezzi…….inoltre lavorare davanti ad una folta platea che ti guarda può far tremare i polsi a qualcuno.
Non da ultimo, prima dell’inizio della gara, scopriamo che la realizzazione di un bonsai non sarà l’unica attività richiesta: dovrà essere fatto un disegno che rappresenti l’idea finale della pianta, andrà discusso il lavoro con i due giudici giapponesi, Hiroki Miura e Shitamukai Kiyokuni che sono tra i maggiori esponenti dell’arte bonsai ed in particolare di piante shohin, sia prima sia durante sia alla fine della lavorazione. La pianta lavorata dovrà essere rinvasata e presentata come in una sorta di tokonoma insieme a tutti gli elementi necessari (tavolino, tempai, ecc)………e tutto questo dovrà avvenire tra le 9,30 e le 16,30 !!!
Non è più tempo di ripensamenti, ormai siamo in ballo e dobbiamo continuare: sorteggiamo la scatola, la apriamo......e troviamo una delle peggiori piante tra quelle messe a disposizione.
Abbiamo tra le mani un ginepro che ha il tronco dritto come un fuso per i primi 10 cm, un ramo basso con poca vegetazione e una curva secca a destra nella parte alta con tutta la vegetazione concentrata in quel punto. Il ginepro come essenza è una delle preferite tra i bonsaisti poiché sopporta qualsiasi lavorazione e qualsiasi clima…...però pensare di lavorare la pianta che ci è capitata nel poco tempo messo a disposizione in un contest come questo ed arrivare ad un buon risultato è pura utopia.
Ci guardiamo intorno, ad altri club è andata decisamente meglio: chi ha trovato un pino, chi ha trovato un tasso, comunque tutte piante che una volta tolto il superfluo con un poco di filatura permettono di arrivare ad una definizione soddisfacente di un futuro bonsai.
Dopo un primo momento di scoramento, iniziamo a guardare la pianta da tutte le angolazioni possibili per cercare un’idea che possa essere realizzata in breve tempo. Alla fine, di comune accordo, decidiamo di mantenere l’unico ramo basso e la maggior parte della vegetazione alta, applicare il filo dove necessario per arrivare ad avere il massimo del risultato con il minimo sforzo.
La mattinata scorre veloce tra le dichiarazioni che dobbiamo rilasciare ai maestri giapponesi (voce narrante Giancarlo), il filo da mettere e le impostazioni della ramificazione così che ci ritroviamo senza quasi accorgercene all’ora di pranzo.
Dopo la pausa pranzo trascorsa in ottima compagnia riprendiamo il lavoro, visto che c’è ancora molto da fare.

giovedì 20 settembre 2018

ANDORA 2018 - FESTIVAL DEL BONSAI


Nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 settembre 2018, Daniele ed io abbiamo partecipato alla manifestazione, organizzata dal Comune di Andora in collaborazione con Drynemetum Associazione Culturale Bonsai e patrocinata dal Consolato Generale del Giappone a Milano.   Vedi la sezione Video 






venerdì 25 maggio 2018

Festa del Giappone Opera 2018 -MI-


Il giorno 20 Maggio 2018, si è svolta la festa del Giappone al parco Di Vittorio nel Comune di Opera –MI-.

Per l’occasione abbiamo accettato l’invito a partecipare alla manifestazione.

Nello spazio assegnatoci abbiamo organizzato uno spazio ad esposizione di Bonsai e Suiseki e uno a dimostrazione della lavorazione delle piante.

Ottimo l’interessamento del pubblico.



mercoledì 2 maggio 2018

Curiosità sui vasi bonsai

Come si suol dire, il vaso è la cornice del Bonsai. In poche parole il rapporto fra la pianta e il vaso è fondamentale: nessuno dei due deve predominare sull’altro, ma deve esserci un senso di armonia complessivo che è il vero obiettivo che vogliamo raggiungere.

In Giapponese la parola bonsai significa “albero coltivato in vaso con arte”.

Dunque il vaso diventa parte integrante e spesso essenziale per la comunicazione delle emozioni/sensazioni della nostra composizione percepite dall’osservatore.

Nell’interpretazione giapponese, il vaso è come una mano vuota nell’atto di raccogliere l’acqua, la metafora della mano vuota corrisponde esattamente al vaso.

Adesso non mi dilungo sulle regole tra pianta e vaso, ma voglio indicarvi i tipi e il nome dei piedini e dei bordi, di cui raramente si parla.


Cominciamo con i piedini nella terminologia bonsaistica giapponese:

KUMO-ASHI: piedini a nuvola
DAN-ASHI: piedini a gradino






KIRI-ASHI: piedini dritti
NEKO- ASHI: piedini a zampa di gatto











SAKO-KIRI: senza piedini










HENKEI-ASHI: con forme diverse


I bordi del vaso nella terminologia bonsaistica giapponese:

SOTO-EN: vaso con bordo verso l’esterno
UCHI-EN: vaso con bordo rivolto verso l’interno








TAMA-BUCHI: vaso con bordo arrotondato
KITTATE: vaso senza bordo










giovedì 12 aprile 2018

Un lavoro stimolante

Questo bonsai di ginepro chinensis varietà Itoigawa è stato oggetto di una mia bella lavorazione.

La pianta a partire dal piede è alta circa 12 cm ed ha avuto origine da una margotta fatta nel 1980 da una pianta originaria del Giappone.

A marzo 2018 ho tolto il ginepro dal suo vaso di cultura, dove era stata posizionato dopo il taglio dalla pianta madre, e messo in vaso bonsai rotondo, volutamente leggermente più grande del dovuto.

Dopo aver ben pulito il tronco dalla corteccia, volendo creare uno shari, ho iniziato a tagliare un ramo che non mi serviva per il disegno finale.

Sebbene sul tronco le vene non fossero ancora gonfie e ben delineate, con molta attenzione ho seguito a ritroso l’ipotetico percorso dei vasi linfatici, partendo dal ramo tagliato fino al nebari, ho segnato con un pennarello il tronco nel punto dove avrei dovuto incidere, quindi con una sgorbia ho asportato la corteccia per creare lo shari. In un prossimo futuro provvederò ad allargarlo.

Fare bonsai non significa sempre fare pieghe esagerate o riempire di filo tutti i rami: in questo bonsai ho rifinito con meno filo possibile, in modo che la chioma risulti, a mio avviso, più morbida e più naturale.

Logicamente una lavorazione di questo tipo può essere applicata solo se esiste già una struttura parzialmente definita.

giovedì 5 aprile 2018

Breve promemoria sull’esposizione del Bonsai

Un piccolo chiarimento preliminare sulla differenza tra piante maschili e piante femminili, per maschili si intendono quelle piante più austere, che dimostrano una maggior sofferenza come le conifere. Le piante femminili sono più delicate come le caducifoglie e le piante da fiore.
Seguendo il concetto di Yin e Yang , ogni pianta racchiude in se parti più o meno maschili o femminili. Ad esempio in un ginepro il Jin sarà più maschile della verde chioma. In un acero la gemma sarà più femminile di una foglia matura. Questa distinzione è importante per dare un equilibrio quando andremo ad esporre le piante.

Post in Evidenza

PRIMA LAVORAZIONE BONSAI 2026

  Il risveglio di febbraio porta con sé un profumo particolare: quello del terriccio umido, del metallo, dei tronchesi pronti al lavoro dopo...

I post più letti